Dove trovare la vitamina K è la domanda a cui rispondere se hai verificato una carenza di questa sostanza: ecco dove cercarla in frutta, verdura e integratori.
La vitamina K è chiamata così per via dell’iniziale della parola “koagulation”, in italiano coagulazione: già dal nome si può, dunque, capire in che modo sia una sostanza importante per il nostro organismo.
La vitamina K si trova soprattutto in alimenti di origine vegetale, ma non solo. Bisogna, infatti fare una distinzione tra due tipologie di vitamina K: la K1, o fillochinone, e la K2, o menachinone.
La vitamina K2 viene prodotta autonomamente dai batteri intestinali e solo in alcuni casi può essere assimilata direttamente tramite alimenti di origine animale come formaggio, burro, uova, carne di fegato di bovino e suino.
La vitamina K2, inoltre, può essere immagazzinata nell’organismo solo in piccole percentuali.
Per questi motivi, se il tuo obiettivo è quello di integrare la vitamina K1 sarà importante sapere dove trovare la vitamina K negli alimenti, mentre se hai necessità di aumentare i livelli di vitamina K2 potrai più facilmente rivolgerti agli integratori.
Frutta e verdura
La vitamina K, e nello specifico il fillochinone, è contenuta in vari alimenti di origine vegetale e, dunque, frutta e verdura saranno la fonte privilegiata dove trovare la vitamina K.
Tra le verdure ricche di questa sostanza possiamo elencare:
- lattuga;
- cavolo, cavolfiore;
- spinaci;
- broccoli;
- cime di rapa;
- verza;
- ceci;
- olive;
- piselli;
- cavoletti di bruxelles.
Se vuoi sapere, invece, dove trovare la vitamina K nella frutta, ecco cosa dovresti mangiare:
- kiwi;
- pinoli;
- avocado;
- banana;
- frutta secca.
Anche il tè verde, sebbene, non classificabile propriamente come frutta o verdura, è comunque un alimento di origine vegetale che rappresenta una buona fonte di vitamina K.
Sebbene in età adulta una carenza di vitamina K sia abbastanza rara, tuttavia per avere la certezza di assimilarne i giusti livelli non basta ricercarla negli alimenti che la contengono.
La vitamina K, infatti, è una vitamina liposolubile che ha bisogno di grassi per essere sciolta e assimilata correttamente a livello intestinale. Un’alimentazione troppo povera di grassi ostacola, dunque, l’assimilazione di vitamina K.
Quando mangi la verdura, dunque, non dimenticare di aggiungere condimenti grassi di origine vegetale, come l’olio d’oliva o di semi, o condimenti di origine animale come il burro. Puoi anche prevedere degli abbinamenti di verdura con uova e formaggio.
Utilizzare questi abbinamenti, oltre a ottimizzare l’assimilazione di vitamina K1, ti consente di ottenere anche discrete quantità di vitamina K2.
Un’alimentazione corretta a base di frutta e verdura contenenti vitamina K è particolarmente importante in gravidanza: il fillochinone è presente nella placenta e viene trasmesso al feto e i livelli di vitamina K presenti nel sangue fetale sono la metà rispetto a quelli della gestante. Questi livelli dipendono moltissimo dal consumo di alimenti contenenti vitamina K da parte della madre.
Proprio per questo è prassi che ai neonati, soprattutto se allattati al seno, venga effettuata un’iniezione di vitamina K alla nascita per colmare eventuali carenze di questa vitamina così importante per la coagulazione del sangue e la corretta calcificazione delle ossa.
A volte, integrare la vitamina K con una dieta equilibrata non è possibile: ad esempio, nel caso di patologie biliari o disturbi epatici l’assorbimento viene molto limitato. Per la corretta metabolizzazione della vitamina K, infatti, è fondamentale l’aiuto degli enzimi pancreatici e degli acidi biliari.
Anche se si è in perfetta salute, non sempre l’alimentazione è la risposta completa se ci si chiede dove trovare la vitamina K. I livelli di assimilazione di questa vitamina, infatti, sono molto variabili e strettamente dipendenti dalla quantità di alimenti consumati, oltre che dai livelli di vitamina K presenti negli alimenti stessi.
Nei casi in cui frutta e verdura non siano sufficienti a colmare il normale fabbisogno di vitamina K, ci vengono in aiuto gli integratori alimentari.
Integratori con vitamina K
Gli integratori con vitamina K sopperiscono gravi carenze di questa vitamina e vanno incontro alle più specifiche esigenze personali.
Gli integratori, infatti, sono in commercio in varie formulazioni come gocce o capsule e
permettono di assumere forme ben determinate di vitamina K, come fillochinone o menachinone.
Gli integratori a base di fillochinone o vitamina K1, quella di origine vegetale, sono somministrati per regolare i processi di coagulazione del sangue, mentre gli integratori di vitamina K2, quella di origine batterica, sono rivolti a migliorare il benessere delle ossa e a favorire l’assorbimento intestinale della vitamina K in generale.
Oltre alle vitamine K1 e K2, possiamo trovare anche la vitamina K3, sintetizzata in laboratorio: questa sostanza va impiegata solo in particolari eventualità perché sono stati riscontrati effetti potenzialmente tossici sull’organismo umano.
La vitamina K assunta in modo naturale tramite l’alimentazione o quella prodotta autonomamente dai batteri intestinali è assimilata dall’organismo e immagazzinata con facilità e gli eccessi sono eliminati tramite l’urina e le feci: questo meccanismo fa in modo che difficilmente ci siano episodi di sovradosaggio di vitamina K o intossicazione.
Assumere, invece, massicce dosi di vitamina K oltre il proprio fabbisogno può avere effetti nocivi, come vomito, sudorazione eccessiva e anche trombosi, fino ad arrivare a gravi forme di anemia. Questa possibilità è del tutto remota, comunque, se si assumono integratori alimentari autorizzati dal Ministero della salute, nei giusti dosaggi concordati con il proprio medico curante.
Infatti, è sempre bene diffidare di prodotti venduti da rivenditori non certificati. Gli integratori, pur non essendo medicinali, non sono sempre innocui. Una garanzia di affidabilità è rappresentata dall’acquisto presso farmacie e parafarmacie. Ricorda che quelle online devono sempre presentare il bollino di certificazione ministeriale.
Eventuali mancanze di vitamina K, infatti, devono essere correttamente diagnosticate attraverso i risultati di analisi del sangue eseguite ad hoc. Ricorda che il fabbisogno giornaliero di vitamina K per uomini e donne adulti è di circa 140 microgrammi e che carenze di questa vitamina possono provocare gravi danni ai meccanismi fisiologici di coagulazione del sangue.
Se ti è stata diagnosticata una carenza di vitamina K, puoi visitare la nostra sezione dedicata agli integratori di vitamina K per trovare il prodotto più adeguato alle tue esigenze.





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