La differenza tra cellulite e ritenzione idrica non sempre è chiara: in questo articolo cerchiamo di capire cosa sono e come combattere questi inestetismi.
Entrambi i problemi sono legati a una causa comune: un malfunzionamento della microcircolazione. Stili di vita sbagliati o predisposizione genetica possono portare ad alterazioni della circolazione sanguigna e linfatica. Le pareti dei vasi possono risultare permeabili e consentire il passaggio di liquidi nei tessuti con ristagni ed edemi.
Si va così incontro a un primo stadio, la ritenzione idrica, che può poi degenerare in cellulite: la prima può anche essere transitoria mentre la seconda, se non curata, è una condizione permanente.
Gli approcci per combattere questi due inestetismi sono per certi versi simili, ma nel caso della cellulite si dovranno prendere ulteriori provvedimenti per combattere il gonfiore e la pelle a buccia d’arancia.
Vediamo, allora, quando si può parlare di ritenzione idrica e quando di cellulite.
Ritenzione idrica
La ritenzione idrica è un disturbo molto frequente che può colpire sia uomini che donne, ma con una spiccata prevalenza della popolazione femminile.
Si verifica quando nel tessuto adiposo, composto dalle cellule preposte all’immagazzinamento dei lipidi, si cominciano ad accumulare liquidi che ristagnano. Questi accumuli danno vita a veri e propri edemi che, a loro volta, ostacolano la circolazione sanguigna creando un pericoloso circolo vizioso.
La ritenzione idrica può essere localizzata e riguardare, quindi, solo alcune parti del corpo, o generalizzata e coinvolgere l’intero organismo.
Le cause della ritenzione idrica possono essere molteplici, a volte sono passeggere come ad esempio, temperature elevate che fanno dilatare eccessivamente i vasi sanguigni, o ricorrenti come quelle legate al ciclo mestruale in cui l’intero organismo della donna accumula liquidi.
Altre volte le cause sono da ricondurre a situazioni specifiche come:
- carenze nutrizionali;
- gravidanza;
- insufficienza venosa;
- utilizzo di determinati farmaci;
- insufficienza renale;
- problemi ormonali;
- patologie come cirrosi epatica o ipotiroidismo;
- intolleranze alimentari.
Poi, concorrono cattive abitudini come stare troppo tempo seduti o in piedi nella stessa posizione, tenere le gambe accavallate, indossare pantaloni aderenti, appoggiare scorrettamente la pianta del piede.
Come riconoscere la ritenzione idrica e distinguerla dalla cellulite è presto detto:
- si soffre spesso di gambe gonfie e pesanti;
- si ha la sensazione di avere le estremità degli arti fredde;
- il tessuto appare molle e gommoso;
- la parte colpita è gonfia ma non sono presenti fossette o pelle a buccia d’arancia.
La prova del nove per verificare la presenza di ritenzione idrica è la pressione: basta spingere sulla zona incriminata con un dito per qualche secondo e osservare se impallidisce prima di ritornare al colore originario.
In questo caso, ci si trova davanti a un caso di ritenzione idrica: niente paura, perché la situazione è del tutto risolvibile con i giusti accorgimenti.
Il primo fra tutti è un’alimentazione sana e equilibrata, con cibi contenenti sostanze vasoprotettrici e che favoriscono la microcircolazione. L’imperativo, inoltre, è drenare: assumendo sostanze che favoriscono l’eliminazione dei liquidi dai tessuti e contrastano il ristagno e, soprattutto, bevendo molta acqua.
L’attività fisica, almeno 30 minuti al giorno, aiuterà moltissimo a migliorare la circolazione e a liberarsi di liquidi e tossine in eccesso.
Per favorire il drenaggio, molto utili i trattamenti cosmetici che utilizzano bende impregnate di principi attivi drenanti e detossinanti, come anche fanghi e gel che hanno la funzione di ridurre gonfiore e ritenzione.
A volte, alla ritenzione idrica può essere associata la comparsa di smagliature: se questo problema ti riguarda leggi i nostri approfondimenti e scopri come prevenire le smagliature.
Quando la ritenzione idrica degenera, solo allora si può parlare di cellulite.
Cellulite
La cellulite è da considerarsi una vera e propria patologia del tessuto adiposo sottocutaneo.
Prende il pomposo nome di pannicolopatia edematofibrosclerotica che ne descrive perfettamente la natura: il pannicolo è, infatti, è lo strato adiposo che si trova sotto la cute che ci difende dal freddo. Quando la circolazione venosa è insufficiente e le pareti dei vasi sanguigni sono troppo permeabili, si ha una fuoriuscita di liquidi che si accumula nel pannicolo facendolo ammalare. Compaiono così edemi, il tessuto adiposo aumenta di densità e si innescano delle infiammazioni sottocutanee: ecco che compare la cellulite.
La cellulite non è sempre uguale a se stessa nel corso del tempo e assume un aspetto diverso dalla sua comparsa in poi: dall’osservazione della pelle si può determinare la gravità della situazione.
Esistono, infatti, quattro stadi diversi di cellulite:
- edematosa o di primo grado: il ristagno di liquidi nel pannicolo sottocutaneo causa edemi e gonfiori.
- Fibrosa o di secondo grado: dai vasi sanguigni oltre ai liquidi cominciano a fuoriuscire anche le proteine che vanno a depositarsi sui tessuti dando luogo a un processo infiammatorio, detto fibrosi. Sottopelle si formano delle cicatrici che daranno poi luogo alla classica pelle a buccia d’arancia.
- Sclerotica molle o di terzo grado: in questo stadio nel pannicolo adiposo si formano piccoli noduli che possono anche essere leggermente dolorosi. La pelle in questa zona è molle e flaccida.
- Sclerotica o di quarto grado: i noduli aumentano di dimensione e la pelle al tatto è dolorosa. La buccia d’arancia si manifesta in tutta il suo splendore ed è visibile anche a occhio nudo.
Dunque, soprattutto negli stadi più avanzati, la cellulite può causare dolore e bruciore e rendere la pelle ipersensibile.
Le parti del corpo più colpite dalla cellulite sono le cosce, i glutei, la parte superiore del ginocchio ma talvolta anche braccia e addome.
Quando ci si trova davanti a una ritenzione idrica degenerata in cellulite, bisogna correre ai ripari iniziando dagli stessi rimedi consigliati per i semplici edemi e gonfiori, ma questi possono non bastare.
L’applicazione costante di creme e rimedi contro la cellulite può sicuramente aiutare, soprattutto se ci si trova negli stadi iniziali: anche ricorrere all’auto massaggio può portare a discreti risultati.
Ma quando il grado è più avanzato bisognerà ricorrere a trattamenti estetici mirati come massaggi professionali, linfodrenaggio, mesoterapia, criolipolisi e carbossiterapia, impegnativi anche da un punto di vista economico.
Per questo è importante cominciare al più presto a combattere ritenzione idrica e cellulite, per non arrivare all’ultimo stadio in cui la lotta si fa veramente dura.





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