La carenza di vitamina K incide sulla coagulazione del sangue e sulla salute di ossa e tessuti: puoi evitarla conoscendo sintomi, cause e rimedi.
Un’eventuale carenza di vitamina K si manifesta soprattutto nei bambini molto piccoli: in particolar modo, se allattati al seno, i lattanti possono evidenziare una mancanza di questa vitamina.
La carenza di vitamina K viene in genere prevenuta nei neonati grazie a un’iniezione alla nascita che previene conseguenze come la malattia emorragica del neonato: questa patologia si caratterizza con una tendenza al sanguinamento.
Nel caso in cui l’allattamento sia artificiale, il pericolo di carenze viene, invece, scongiurato perché il latte in formula contiene quantità bilanciate di vitamina K.
Negli adulti sani, carenze di vitamina K sono più rare ma, comunque, possibili.
Vediamo, allora, quali sono:
- sintomi;
- cause;
- rimedi per integrare la vitamina K.
Sintomi e cause
I sintomi della carenza di vitamina K sono le emorragie che possono interessare:
- il tessuto sottocutaneo;
- le cavità nasali;
- le gengive;
- eventuali ferite;
- l’intestino.
Quando le emorragie causate dalla carenza di vitamina K interessano il tessuto sottocutaneo, possono comparire ecchimosi o lividi senza che ci sia stata una causa scatenante come, ad esempio, un colpo o una caduta. Se noti la comparsa frequente di ematomi più o meno estesi devi sapere che questo può essere un campanello di allarme che ti avvisa di una carenza vitaminica o della presenza di altre patologie.
In caso di carenza di vitamina K potresti anche notare un eccessivo sanguinamento delle gengive quando ti lavi i denti oppure frequenti episodi di epistassi, ossia sanguinamento dal naso. Questo perché bassi livelli di vitamina K nel sangue portano il plasma ad essere più fluido e quindi a fuoriuscire con maggiore rapidità dai vasi sanguigni.
Questo si può tradurre anche in una maggiore difficoltà delle ferite a rimarginarsi e in una tendenza a sanguinare in modo eccessivo in caso di tagli e abrasioni.
In tutti questi casi, dovresti andare a fondo per capire l’origine del sanguinamento attraverso delle analisi del sangue.
La stessa predisposizione alle emorragie che diventa evidente in caso di ecchimosi, epistassi o sanguinamento delle gengive, può verificarsi in modo più occulto, come nel caso del sanguinamento gastrico o intestinale. Quando il problema diventa più intenso, si rende visibile attraverso la presenza di sangue nel vomito, per la colorazione delle feci che assumono sfumature nerastre e catramose o per la presenza di sangue nelle urine.
La carenza di vitamina K può anche essere evidenziata da un’eccessiva fragilità ossea con maggiore predisposizione alla rottura in caso di cadute o piccoli traumi. Questo perché la vitamina K ha anche la funzione di guidare la vitamina D dove maggiormente è necessaria. Se questa funzione di guida viene meno, la vitamina D potrebbe accumularsi soprattutto nelle articolazioni e nelle cartilagini, ostacolando il movimento degli arti da una parte e provocando fragilità ossea dall’altra, in ogni caso provocando situazioni dolorose.
Tra le cause della carenza di vitamina K negli adulti troviamo:
- dieta povera di grassi;
- patologie metaboliche che riducono l’assorbimento dei grassi;
- utilizzo di farmaci come antibiotici o anticonvulsivi.
Una dieta troppo povera di grassi o malattie che riducono la capacità dell’organismo di assorbirli causano una carenza di vitamina K perché questa è una sostanza liposolubile che, dunque, ha bisogno dei grassi per essere correttamente assimilata.
Tra le patologie che possono ridurre la disponibilità di vitamina K abbiamo la fibrosi cistica, malattie renali croniche, malattie epatiche e l’alcolismo.
Anche una terapia antibiotica può essere all’origine di una carenza di vitamina K: assumere antibiotici ad ampio spettro, infatti, può provocare una drastica riduzione di vitamina K nell’intestino di circa il 70% del fabbisogno.
Se una di queste cause ha provocato una carenza di vitamina K, è necessario trovare il modo per reintegrarla.
Rimedi per integrare vitamina K
I rimedi per integrare la vitamina K negli adulti sono quattro:
- alimentazione equilibrata;
- utilizzo di integratori alimentari per via orale;
- iniezioni sottocutanee;
- adeguamento dei farmaci che provocano carenza.
Il primo modo per assicurarti un buon approvvigionamento di vitamina K è seguire un’alimentazione bilanciata. Una dieta povera di grassi, come abbiamo visto, riduce la capacità dell’intestino di assimilare questa vitamina, per cui i grassi non devono essere mai eliminati del tutto, nemmeno nelle diete ipocaloriche più restrittive, a meno che non ci siano precise indicazioni mediche.
I cibi più ricchi di vitamina K sono:
- bietole;
- spinaci;
- cavoletti di Bruxelles;
- crauti;
- avocado, banana e kiwi;
- olio d’oliva, di soia e di colza.
Gli integratori alimentari sono disponibili in varie formulazioni come quelle in gocce o quelle in capsule.
Gli integratori possono contenere due tipi differenti di vitamina K, la vitamina K1 (fillochinone) e la vitamina K2 (menachinone), che si rivolgono a risolvere diverse conseguenze della carenza di questa sostanza.
Gli integratori a base di vitamina K1, di origine vegetale, sono indicati per regolare i processi di coagulazione del sangue, mentre gli integratori di vitamina K2, di origine batterica, vengono impiegati per favorire il benessere delle ossa e per migliorare l’assorbimento intestinale della vitamina.
Esiste anche un altro tipo di vitamina K, la K3, che è di origine sintetica che però può avere effetti potenzialmente nocivi sulla salute e che va utilizzata solo in casi particolari.
Nei casi più gravi, soprattutto quando si tratta di risolvere sanguinamenti eccessivi, è prevista la somministrazione di vitamina K tramite iniezioni sottocutanee.
L’assunzione di vitamina K in maniera eccessiva può provocare effetti collaterali come anemia, vomito, sudorazione eccessiva e anche trombosi. Per questo è sempre consigliata la sua assunzione tramite integratori sempre su indicazione del medico.
Per un ulteriore approfondimento, leggi il nostro articolo su dove trovare la vitamina K: troverai indicazioni specifiche sugli alimenti più ricchi di questa vitamina e, soprattutto, dove poterla reperire in alimenti di origine vegetale.
Se hai riscontrato una carenza di vitamina K, visita la nostra sezione dedicata agli integratori per trovare la formulazione più adeguata alle tue esigenze.





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