Carenza di vitamina D: sintomi, cause e rimedi

Carenza di vitamina D: sintomi, cause e rimedi

Pubblicato in Integratori

La carenza di vitamina D può manifestarsi con sintomi subdoli ma che, ben interpretati, possono rivelare disturbi importanti. 

La vitamina D è annoverata tra le vitamine liposolubili: insieme alle vitamine A, E e K, infatti, viene assorbita dall’organismo insieme ai grassi e poi accumulata nel tessuto adiposo e nel fegato. A differenza delle altre vitamine liposolubili, però, la vitamina D non può essere assunta tramite l’alimentazione a causa della sua scarsa disponibilità negli alimenti: viene sintetizzata direttamente dall’organismo grazie all’esposizione al sole. 

Questo comporta una probabilità abbastanza elevata di essere predisposti a una carenza di vitamina D che, soprattutto in particolari fasi della vita come la primissima infanzia o la terza età, deve essere colmata.

Nota per la sua importanza nella composizione ossea, la vitamina D è importante anche ai fini di una buona salute cardiovascolare, per contrastare la crescita delle cellule tumorali, per il controllo delle infezioni e per il buon funzionamento della tiroide.

In questo articolo, analizzeremo quali sono i sintomi di una carenza di vitamina D, quali le cause e, soprattutto, individueremo i rimedi per ripristinare il giusti livelli di questo fondamentale micronutriente. 

Sintomi

Come già accennato, i sintomi della carenza di vitamina D possono essere subdoli e difficili da riconoscere perché sovrapponibili ad altre situazioni e condizioni.

Tuttavia, i campanelli d’allarme che dovrebbero spingerci ad approfondire e a determinare la causa del malessere sono:

  • stanchezza cronica, che si manifesta come mancanza di energia, spossatezza e difficoltà a espletare le normali incombenze quotidiane, non ridotta a singoli episodi ma protratta nel tempo;
  • fragilità ossea, con maggiore predisposizione a fratture in seguito a semplici cadute;
  • mialgie, ossia dolori muscolari associati a perdita di tono e ridotta resistenza alla fatica da parte dei muscoli;
  • dolori ossei, a carico della schiena o degli arti, associati a dolori articolari;
  • infezioni frequenti, determinate dall’indebolimento del sistema immunitario di cui la vitamina D garantisce il normale funzionamento e in funzione del quale modula la risposta infiammatoria.

 

La carenza di vitamina D può, poi, essere rivelata dallo stato di ipertensione. Livelli troppo bassi di vitamina D, infatti, portano a un progressivo aumento della pressione sanguigna, tanto che, ormai, integratori a base di questa vitamina sono utilizzati come coadiuvanti delle terapie per gli stati ipertensivi.

Anche osteoporosi rachitismo sono sintomi inequivocabili di carenza di vitamina D: la mancanza di questa sostanza nelle ossa, infatti, provoca alterazioni della massa minerale ossea con conseguente compromissione della salute delle ossa degli arti e dello scheletro in generale. 

I sintomi di carenza da vitamina D possono essere anche di tipo neurologico, come nel caso di contrazioni muscolari involontarie, annebbiamento mentale, stato confusionale, difficoltà a concentrarsi e disturbi del sonno.

Alcuni studi, inoltre, hanno messo in relazione l’aumento degli stati di ansia e degli attacchi di panico con il deficit di vitamina D: la carenza di vitamina D, infatti, provoca una diretta diminuzione della produzione di serotonina, responsabile della regolazione dell’umore. Per lo stesso motivo, anche momenti di depressione possono essere collegati a bassi livelli di questa vitamina.

Cause

Le cause della carenza di vitamina D possono essere diverse, ma la principale ragione da ricercare è sicuramente nella mancanza di esposizione alla luce del sole e, in particolare, ai raggi UVB.

Sì, i raggi tanto demonizzati sono anche importanti per la nostra salute, così come è importante esporre tutto il corpo al sole per un adeguato periodo di tempo e senza protezione solare perché la vitamina D sia sintetizzata: il segreto sta sempre nel giusto mezzo, per evitare i danni solari e per beneficiare solo dei loro effetti positivi. 

Quindi, è ragionevole esporsi al sole per brevi periodi nei momenti della giornata in cui il sole è meno forte (prima mattina e tardo pomeriggio) evitando i giorni più caldi dell’estate. 

Ma anche se circa il 90% dell’approvvigionamento di vitamina D deriva dall’esposizione solare, le cause della carenza di vitamina D possono trovarsi altrove come, ad esempio:

 

  • insufficiente apporto alimentare: la vitamina D, infatti, viene assunta in piccola parte anche attraverso il cibo. Alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di pesce,alcuni pesci come sgombro, tonno o salmone, i latticini e il tuorlo d’uovo. Sono tuttavia cibi che non possono essere assunti in grande quantità al fine di aumentare l’introito di vitamina D.
  • Malassorbimento intestinale: alcune patologie provocano carenza di vitamina D in quanto ne inibiscono l’assorbimento e l’assimilazione. Tra queste troviamo il morbo di Crohn e la celiachia.
  • Assunzione di farmaci: ci sono categorie di medicinali che interferiscono con l’assimilazione di vitamina D, come quelli a base di steroidi e gli antiacidi.
  • Età: la carenza di vitamina D si aggrava con il passare degli anni, quando l’organismo riduce la sua capacità di sintetizzarla.
  • Patologie: la presenza di alcune malattie a carico del fegato o dei reni interferisce con l’assorbimento della vitamina D. 

 

Altre cause della carenza di vitamina D sono la gravidanza, durante la quale sono richiesti apporti maggiori di vitamina D, e l’obesità, in quanto il pannicolo adiposo trattiene la vitamina D disponibile.

Rimedi: uso integratori vitamina D

I rimedi per ovviare alla carenza di vitamina D sono essenzialmente tre:

  • inserire nella dieta maggiori quantità di alimenti ricchi di vitamina D;
  • esporsi al sole per almeno 15-20 minuti al giorno senza protezione solare;
  • assumere integratori di vitamina D.
  • L’uso degli integratori di vitamina D è particolarmente consigliato nella terza età, soprattutto nelle donne dopo la menopausa, in caso di gravidanza e nei primi due anni di vita dei neonati.

 

Vediamo quali sono gli integratori di vitamina D.

Gli integratori possono contenere due diversi tipi di vitamina D: la vitamina D2 (ergocalciferolo), di origine vegetale, e la vitamina D3 (colecalciferolo) di origine vegetale o animale: in generale, a parte esigenze dettate dalle scelte alimentari, entrambe le tipologie sembrerebbero intercambiabili, non essendo l’una più efficace dell’altra.

Il momento dell’assunzione degli integratori che sopperiscono la carenza di vitamina D è molto importante: vanno, infatti, assunti durante o subito dopo uno dei pasti principali in quanto sono i grassi a permetterne l’assorbimento da parte dell’intestino.

Il dosaggio giornaliero va definito dal medico curante, in considerazione della consistenza del deficit vitaminico e delle reali esigenze personali. 

Per colmare le carenze di vitamina D, visita la nostra sezione dedicata agli integratori appositi. 

Circa l'autore
Autore

Gabriella Pedicini

Dottoressa laureata presso l’università di Napoli Federico II con tesi dedicata alla farmacodinamica

21 settembre 2022

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