Carenza di ferro e anemia vanno a braccetto. Riconoscere i sintomi è fondamentale per combatterle e qui ti spieghiamo come fare.
La sintomatologia collegata alla carenza di ferro è molto varia: alcune manifestazioni sono sovrapponibili ad altri disturbi e patologie solo un esame incrociato può portare a una precisa diagnosi.
Ci sono tre sintomi, però, che più degli altri devono far scattare il campanello d’allarme:
- affaticamento e pallore;
- irritabilità;
- fiato corto e mancanza di respiro.
Affaticamento e pallore
Affaticamento e pallore sono i primi segnali che possono far sospettare una carenza di ferro, manifestazioni caratterizzate da:
- viso pallido;
- mucose scolorite;
- occhiaie evidenti;
- stanchezza fisica immotivata.
Quando compaiono questi sintomi è bene interrogarsi su quali possono essere le cause e rivolgersi al medico per una diagnosi: molto spesso si tratta, infatti, di carenza di ferro.
Il ferro è un minerale fondamentale nei processi metabolici che regolano il nostro corpo. In particolare, è un elemento costitutivo dell’emoglobina e della mioglobina, proteine che hanno la funzione di trasportare le molecole di ossigeno dai polmoni verso il resto dell’organismo, distribuendolo tra organi e tessuti.
Il deficit di emoglobina provoca il pallore del viso e delle mucose delle labbra e del sacco congiuntivale: è questa proteina, infatti, che conferisce il caratteristico colore rosso al sangue e la sua assenza determina una colorazione più sbiadita delle parti del corpo più irrorate e evidenti. Così, quando manca il ferro e di conseguenza diminuisce l’emoglobina, viso e mucose possono passare da un colorito più spento e rosato al biancastro.
Quando c’è una mancanza di ferro, l’altro sintomo evidente è una stanchezza fisicaimmotivata e che compare molto rapidamente nonostante non sia associata a sforzi intensi o prolungati. I bassi livelli di emoglobina incidono anche sul metabolismo che accusa più fatica: il sistema cardio-circolatorio, infatti, è costretto a fare uno sforzo maggiore per far arrivare ossigeno ai polmoni e alle altre parti del corpo.
La sensazione è proprio quella di un esaurimento delle forze: a questo sintomo poi possono associarsi anche dolori muscolari, soprattutto alle spalle o alle gambe. Insieme con l’affaticamento è facile che compaia anche una sensazione di freddo.
Un altro sintomo della carenza di ferro è la mancanza di appetito: mangiare in modo non sufficiente a coprire il fabbisogno corporeo innesca un circolo vizioso che porta a aumentare il senso di debolezza fisica e affaticamento.
L’affaticamento è un sintomo molto frequente quando la mancanza di ferro colpisce gli sportivi, soprattutto se dediti a discipline di resistenza: in questo caso un periodico controllo medico è importante per un intervento tempestivo.
Irritabilità
L’irritabilità è un sintomo spesso sottovalutato, che può essere indizio di molti disturbi e patologie, tra cui la carenza di ferro.
Tutto è collegato alla funzione dell’emoglobina e della mioglobina di far arrivare l’ossigeno contenuto nel sangue ai tessuti e ai vari organi. Se il ferro è basso, di conseguenza le cellule ricevono meno ossigeno, comprese quelle cerebrali.
Questo si traduce in un rallentamento dell’attività cerebrale, con varie conseguenze a carico dell’apparato neuronale:
- stanchezza mentale;
- mal di testa;
- insonnia;
- nervosismo;
- perdita di memoria;
- difficoltà di concentrazione;
- depressione;
- vertigini.
A questi sintomi è associata quindi una maggiore irritabilità, dovuta a non riuscire a svolgere con la stessa energia e efficienza compiti e mansioni che, prima di avere una carenza di ferro, erano facilmente portati a termine.
L’anemia ha un forte impatto sulle funzioni psichiche anche perché la mancanza di ferro influisce sul corretto funzionamento dei neurotrasmettitori cerebrali: molti studi stanno dimostrando come le funzioni cognitive siano influenzate dalla corretta ossigenazione delle cellule e dal corretto assorbimento del ferro.
In particolare, dopamina e serotonina sono neurotrasmettitori responsabili della regolazione dell’umore che vengono ridotti dalla mancanza di ferro: la loro carenza è direttamente correlata alla comparsa di sintomi come irritabilità e nervosismo.
Durante il ciclo e i giorni precedenti, l’irritabilità può essere aggravata dall’interazione di ormoni come estrogeni e progesterone, anch’essi interferenti sui neurotrasmettitori.
Anche nei bambini la carenza di ferro può comportare disturbi della sfera psichica e del comportamento, causando nervosismo immotivato e irritabilità. Nei più piccoli si riscontrano una minore vivacità e maggiore facilità a stancarsi: possono essere anche soggetti a disturbi del sonno che aumentano il quadro generale di irritabilità.
Fiato corto, mancanza di respiro
Fiato corto e mancanza di respiro sono altri segnali che possono indurre il sospetto di una carenza di ferro.
Il quadro generale dei sintomi comprende:
- dispnea da sforzo;
- fiato corto;
- affanno;
- tachicardia.
La minore concentrazione di emoglobina nel sangue significa anche un minore apporto di ossigeno all’organismo, all’apparato muscolare e anche ai polmoni: questo si traduce in una minore resistenza gli sforzi e in una maggiore fatica respiratoria (dispnea).
La dispnea si rivela in occasioni di vita quotidiana come, ad esempio, quando si salgono le scale o si sta facendo una semplice camminata: se fino a poco tempo prima queste erano attività svolte con facilità, a un certo punto diventano invece difficoltose, compare un senso di affaticamento esagerato e la difficoltà a respirare.
A volte, l’affanno è percepibile anche a riposo. Alla difficoltà respiratoria si accompagna un altro sintomo tipico della carenza di ferro: la tachicardia. L’intensità dei sintomi sarà tanto maggiore quanto è stata rapida la comparsa dell’anemia.
Fiato corto e mancanza di respiro possono essere misurati a seconda di come si presentano nella quotidianità in base a una scala di intensità:
- assenza di dispnea, salvo che con esercizio fisico pesante;
- comparsa di difficoltà respiratoria in conseguenza di un moderato sforzo fisico;
- presenza di fiato corto e mancanza di respiro svolgendo attività ordinarie;
- dispnea nonostante una riduzione delle normali e quotidiane attività fisiche;
- affanno anche a riposo.
Ovviamente la dispnea causata dall’anemia non è associata ad altri sintomi quali tosse, catarro e dolori toracici.
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